L'iniezione intracamerale è una routine di somministrazione standard in oftalmologia. L'applicazione dell'iniezione intracamerale nei roditori per la ricerca è impegnativa a causa delle dimensioni e dell'anatomia limitanti dell'occhio, tra cui il piccolo volume dell'umor acqueo, la curvatura della lente e lo spessore della lente. Il potenziale danno durante le iniezioni intracamerali introduce effetti avversi e variabilità sperimentale. Questo protocollo descrive una procedura per l'iniezione intracamerale nei ratti, che consente precisione e riproducibilità.
I ratti Sprague-Dawley sono stati utilizzati come modelli sperimentali. Poiché la posizione della lente nei ratti sporge nella camera anteriore, l'iniezione dalla periferia, come fatto negli esseri umani, è sfavorevole. Pertanto, viene creata un'incisione nella regione corneale centrale utilizzando una lama a spillo da 31 gauge 0,8 mm per formare un tunnel autosigillante nella camera anteriore. Un'incisione ad angolo vicino al piano permette di creare un lungo tunnel, che riduce al minimo la perdita di umore acqueo e la superficialità della camera anteriore. Un nanoago calibro 34 viene inserito nel tunnel per l'iniezione. Ciò consente la penetrazione con una resistenza all'attrito minima ed evita di toccare l'obiettivo. L'iniezione di tripano-blu consente di visualizzare al microscopio a fessura la presenza del colorante nella camera anteriore ed escludere perdite. La biodisponibilità dello strato endoteliale corneale è dimostrata dall'iniezione del colorante di Hoechst, che ha colorato i nuclei delle cellule endoteliali corneali dopo l'iniezione.
In conclusione, questo protocollo implementa una procedura per un'accurata iniezione intracamerale nei ratti. Questa procedura può essere utilizzata per la somministrazione intracamerale di vari farmaci e composti in modelli sperimentali di ratto, aumentando l'efficienza e la riproducibilità della ricerca oftalmica.